
In Alta Irpinia, una regione ricca di bellezze naturali situata nella Campania, ci sono diversi fiumi che contribuiscono al suo paesaggio mozzafiato e alla biodiversità. I quattro fiumi principali sono:
- Il Sabato: Scorre ad ovest dell’Irpinia e contribuisce al paesaggio mozzafiato della zona.
- Il Calore: Anche questo si trova nella parte occidentale della regione. Le sue sorgenti sono interessanti da esplorare, e lungo il percorso si possono ammirare cascate come quella della Tufara.
- L’Ofanto: Conosciuto anticamente come Aufidus, l’Ofanto segna il confine orientale dell’Irpinia e giace nella zona orientale, vicino alla Basilicata. È un fiume storico che ha visto importanti eventi come la battaglia di Canne durante la seconda guerra punica.
- Il Sele: Si trova nel margine sud-orientale dell’Alta Irpinia. Le sue sorgenti principali sono tra i Picentini, e il fiume riceve affluenti come il Rio Zagarone. Il Sele è il secondo fiume dell’Italia meridionale per volume delle acque.
Oltre ai fiumi principali come il Calore, l’Ofanto, il Sabato e il Sele, l’Alta Irpinia è attraversata da altri corsi d’acqua e affluenti che contribuiscono alla bellezza e alla ricchezza idrogeologica della regione. Ecco alcuni di essi:
- Fiume Ufita: L’Ufita è un affluente di destra del Calore. Ha origine dal versante occidentale dell’altopiano del Formicoso, a circa 800 metri di altezza. Lambisce le pendici del monte di Trevico e si espande all’altezza di Flumeri.
- Fiume Ofanto: L’Ofanto è uno dei maggiori corsi d’acqua dell’Italia meridionale. Nasce nei campi di Torella dei Lombardi e scorre attraverso tre regioni (Puglia, Campania e Basilicata), quattro province e cinquantuno comuni. È un bacino di biodiversità e archeologia, che unisce paesaggi ambientali, storico-culturali, turistici ed economici
- Fiumara di Atella: Questo affluente dell’Ofanto è il meno povero di tutti i suoi affluenti. Si unisce all’Ofanto nei pressi di Calitri.
- Torrenti Fenestrelle, Carmignano e Solofrana: Questi torrenti contribuiscono alla rete idrografica dell’Alta Irpinia, arricchendo il paesaggio e sostenendo la vita naturale della regione.
L’Alta Irpinia è davvero un gioiello naturale, con una varietà di corsi d’acqua che rendono questa zona un luogo unico e affascinante da esplorare. 🌊
Le Sorgenti del Sele sono uno dei tesori naturali dell’Alta Irpinia. Situate in un’area dell’Appennino Campano, queste sorgenti alimentano il percorso dell’Acquedotto Pugliese, che dall’Irpinia giunge fino al Salento, attraversando l’intero Tavoliere.
Le sorgenti nascono alla quota di 420 metri, da una grande parete rocciosa calcarea sul fianco orientale del Monte Paflagone, nel territorio comunale di Caposele.
Proprio qui, nei pressi del Paflagone, le acque sotterranee alimentano la Sorgente Sanità, per poi venire raccolte in venute di acqua in alveo, dando origine al flusso del Sele che prosegue sino a Capaccio Paestum.
Le Sorgenti del Sele rappresentano il punto di inizio dell’Acquedotto Pugliese, che disseta l’intero Tavoliere delle Puglie. Questo importante sistema idrico attraversa tutta la Puglia fino a raggiungere il comune di Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce.
Le Sorgenti del Sele sono un vero gioiello naturale, e la loro importanza va ben oltre i confini dell’Alta Irpinia. 🌿🏞️
L’Ofanto (AFI: /ˈɔfanto/, in latino Aufidus) è un fiume dell’Italia meridionale, il più lungo fra quelli che sfociano nell’Adriatico a sud dell’Aterno-Pescara. Nasce tra i monti della provincia di Avellino, e attraversa le terre lucane per giungere fino al cuore della BAT provincia, abbracciando un totale di 51 comuni. Con i suoi 170 chilometri di lunghezza, che lo rendono il più lungo corso d’acqua con foce nell’Adriatico, l’Ofanto è caratterizzato da una biodiversità molto variegata e da eventi storici che ne hanno segnato l’importanza nel corso dei secoli.
Nel 2003 è stata istituita l’area protetta del Parco Naturale Regionale Fiume Ofanto, che comprende i comuni di Canosa di Puglia, San Ferdinando di Puglia, Candela, Ascoli Satriano, Cerignola, Margherita di Savoia e Barletta. Questo parco è rinomato per la sua bellezza naturale, con pioppi, salici, ontani, faggi, querce ed olmi, e per la ricchezza di fauna che vi trova habitat. Qui è possibile avvistare specie come la Lontra Fluviale e immergersi nella natura incontaminata.
Storicamente, la valle dell’Ofanto è stata oggetto di interesse umano. Qui sorgono antichi ponti romani, come quelli vicino a Canosa e Canne della Battaglia, luoghi di importanti eventi storici. Nel 293 a.C., nei pressi dell’Ofanto, fu combattuta la battaglia di Canne. Nel corso dei secoli, questa valle ha visto scontri tra Sanniti e Romani, la battaglia tra Roma e Pirro (279 a.C.), e la celebre Battaglia di Canne (216 a.C.) tra Romani e Cartaginesi. Anche Goti, Longobardi, Saraceni, Svevi, Normanni e Angioini hanno combattuto in queste valli, ciascuno per i propri motivi storici.